Per la prima volta nel 2026 le auto elettriche hanno superato il diesel in Italia, almeno considerando le immatricolazioni accumulate dall'inizio dell'anno. Tra gennaio e luglio sono state registrate 86.991 vetture completamente elettriche, contro le 72.364 diesel. La quota delle BEV, cioè le auto alimentate esclusivamente a batteria, è così salita all'8,1% del mercato, mentre il diesel è sceso al 6,8%.
Il dato è importante e racconta un cambiamento che fino a pochi anni fa sarebbe sembrato molto più lontano. Ma non significa che il mercato elettrico italiano abbia improvvisamente risolto tutti i suoi problemi. Anzi, guardando dentro quei numeri emerge una situazione molto meno lineare.
Le immatricolazioni BEV sono cresciute del 71,4% rispetto ai primi sette mesi del 2025, ma una parte consistente di questo aumento è collegata alle consegne delle auto acquistate con gli incentivi dello scorso anno. Una sola citycar, inoltre, rappresenta quasi il 26% di tutte le elettriche immatricolate nel 2026.
E c'è un altro dettaglio che cambia parecchio la lettura del sorpasso: nel solo mese di luglio il diesel ha battuto ancora l'elettrico.
Il sorpasso sul diesel c'è, ma va letto bene
Secondo i dati UNRAE, a luglio 2026 sono state immatricolate in Italia 7.368 auto elettriche, il 24,9% in più rispetto allo stesso mese del 2025. La loro quota si è fermata però al 5,9%.
Nello stesso mese le diesel sono state 8.038, pari al 6,4% del mercato. Il sorpasso delle elettriche esiste quindi nel cumulato gennaio luglio, non nella fotografia del singolo mese.
Il confronto con il diesel è inoltre sempre meno sufficiente per capire dove stia andando il mercato italiano. Le ibride tradizionali hanno raggiunto a luglio il 47,5% delle immatricolazioni e sono ormai di gran lunga l'alimentazione dominante. Le plug-in valgono un altro 10,5%.
Il diesel, in altre parole, non viene sostituito soltanto dalle elettriche. Sta perdendo spazio contro quasi tutte le forme di elettrificazione.
Vale anche una precisazione sui dati. Motus-E indica per luglio 7.183 BEV, una cifra leggermente inferiore a quella UNRAE. Non si tratta necessariamente di un errore: l'associazione spiega di utilizzare una stima delle immatricolazioni al netto di un'ipotesi di veicoli radiati. Per mantenere omogenee quote di mercato e classifiche, in questo articolo utilizziamo i dati UNRAE.
A luglio cambia completamente la classifica
Il mese di luglio offre un'altra indicazione interessante. La Leapmotor T03, che domina nettamente il cumulato del 2026, perde la prima posizione mensile a favore della BYD Dolphin Surf.
La piccola BYD registra 572 immatricolazioni, contro le 517 della Leapmotor T03. Terza è la BMW iX1 con 286 unità. Dietro compaiono Fiat 500, Dacia Spring e la nuova BMW iX3.
Le 10 elettriche più vendute a luglio 2026
Immatricolazioni di auto completamente elettriche in Italia nel solo mese di luglio.
| # | Modello | Immatricolazioni Unità |
|---|---|---|
| 1 | BYD Dolphin Surf | 572 |
| 2 | Leapmotor T03 | 517 |
| 3 | BMW iX1 | 286 |
| 4 | Fiat 500 | 246 |
| 5 | Dacia Spring | 219 |
| 6 | BMW iX3 | 214 |
| 7 | Cupra Raval | 209 |
| 8 | Volvo EX30 | 181 |
| 9 | BYD Sealion 7 | 181 |
| 10 | Škoda Elroq | 180 |
Fonte: elaborazioni UNRAE su dati al 31 luglio 2026.
È una classifica molto più frammentata rispetto a quella accumulata da gennaio. E mostra anche come il mercato italiano stia iniziando ad avere una scelta più ampia di modelli relativamente compatti e meno costosi.
La Dolphin Surf parte oggi da 18.990 euro e si inserisce proprio nella fascia nella quale l'elettrico ha più bisogno di crescere. Per anni l'offerta si è concentrata soprattutto su SUV e berline medio grandi. Ora iniziano ad arrivare più alternative sotto i 25.000 euro, una soglia ancora alta rispetto alle citycar termiche ma molto meno proibitiva rispetto al passato.
Una Leapmotor T03 ogni quattro elettriche vendute
La situazione cambia radicalmente quando allarghiamo lo sguardo ai primi sette mesi del 2026. Qui la Leapmotor T03 non è semplicemente prima: domina la classifica con 22.358 immatricolazioni.
La Dacia Spring, seconda, si ferma a 5.519. Significa che la T03 ha venduto oltre quattro volte la seconda classificata e, da sola, rappresenta circa il 25,7% dell'intero mercato elettrico italiano.
Le 10 elettriche più vendute da gennaio a luglio
Immatricolazioni accumulate in Italia nei primi sette mesi del 2026.
| # | Modello | Immatricolazioni Unità |
|---|---|---|
| 1 | Leapmotor T03 | 22.358 |
| 2 | Dacia Spring | 5.519 |
| 3 | Tesla Model Y | 4.256 |
| 4 | Citroën C3 | 4.170 |
| 5 | BYD Dolphin Surf | 4.017 |
| 6 | Tesla Model 3 | 3.706 |
| 7 | BMW iX1 | 1.750 |
| 8 | Škoda Elroq | 1.619 |
| 9 | Leapmotor B10 | 1.441 |
| 10 | Ford Puma | 1.403 |
Fonte: elaborazioni UNRAE su dati al 31 luglio 2026.
È qui che bisogna diventare più prudenti nel parlare di boom strutturale dell'elettrico. La T03 aveva un listino di 18.900 euro ma, durante la precedente campagna di incentivi per le auto elettriche, combinando bonus pubblico e promozioni si era arrivati in alcuni casi a circa 4.900 euro.
A quel prezzo la domanda è inevitabilmente diversa da quella che si avrebbe a listino pieno. Gli incentivi non rendono meno valide quelle immatricolazioni, ma rendono più difficile usarle come misura della disponibilità degli italiani ad acquistare spontaneamente un'elettrica.
La fine degli incentivi si vede già nei numeri
Il confronto tra giugno e luglio è probabilmente il dato più significativo. A giugno le BEV avevano raggiunto il 10,1% del mercato italiano, con 14.894 immatricolazioni. A luglio la quota è scesa al 5,9% e le registrazioni si sono praticamente dimezzate.
Una parte della differenza può dipendere dalla normale volatilità mensile e dai cicli di consegna dei costruttori. Ma il calo arriva proprio mentre si sta esaurendo la lunga coda delle vetture acquistate grazie al precedente programma di incentivi.
Nel 2026, come abbiamo spiegato nel nostro approfondimento sui nuovi incentivi auto, non esiste un nuovo bonus generalizzato per i privati che acquistano un'elettrica.
Il rischio è quindi quello di un mercato a fisarmonica. Lo Stato introduce incentivi estremamente generosi, gli ordini esplodono, i fondi finiscono rapidamente e nei mesi successivi il mercato rallenta in attesa della misura successiva.
È un meccanismo efficace se l'obiettivo è generare un picco immediato di immatricolazioni. Molto meno se si vuole costruire una domanda prevedibile e indipendente dal calendario dei bonus.
L'Italia cresce molto perché partiva molto indietro
Anche il +71,4% registrato da gennaio a luglio merita quindi un po' di contesto. È una crescita enorme, ma parte da una base molto bassa. Nel primo semestre del 2026 le elettriche rappresentavano l'8,4% del mercato italiano. Nell'Unione europea, nello stesso periodo, la quota media era già arrivata al 20,7%.
L'Italia sta recuperando terreno, ma non sta ancora raggiungendo i principali mercati europei. Anzi, il divario resta notevole.
Nel frattempo migliora anche l'infrastruttura. A fine luglio Motus-E contava oltre 84.000 punti di ricarica pubblici installati nel Paese. Il problema, però, non è più soltanto trovare una colonnina. Conta anche quanto costa usarla.
Come abbiamo visto nella nostra analisi su quanto costa ricaricare un'auto elettrica in Italia, chi può caricare a casa parte da una condizione economica molto diversa rispetto a chi dipende esclusivamente dalle reti pubbliche. E questa differenza pesa soprattutto sulle auto più economiche, quelle che dovrebbero ampliare davvero il pubblico dell'elettrico.
C'è poi un mercato che sta diventando molto più competitivo. BYD Dolphin Surf è prima a luglio, Leapmotor domina il cumulato, mentre Tesla Model Y e Model 3 restano rispettivamente terza e sesta nei primi sette mesi. Nel solo luglio Tesla ha registrato in Italia 105 vetture complessive, il 77% in meno rispetto allo stesso mese del 2025, anche se il bilancio dei primi sette mesi rimane positivo.
Un singolo mese non basta per descrivere la traiettoria di un costruttore, ma il dato mostra quanto velocemente stiano cambiando gli equilibri. Per anni Tesla ha rappresentato quasi da sola l'immaginario dell'auto elettrica. Oggi il mercato italiano viene spinto soprattutto da citycar economiche, nuovi marchi cinesi e modelli che fino a poco tempo fa non esistevano.
Il vero test comincia adesso
Il sorpasso sul diesel resta un passaggio significativo. In sette mesi gli italiani hanno immatricolato quasi 15.000 elettriche in più rispetto alle diesel e la distanza potrebbe aumentare ancora.
Ma sarebbe prematuro considerare quel sorpasso come la prova che l'elettrico abbia ormai conquistato il mercato italiano. Una quota importante della crescita arriva ancora dagli incentivi, un solo modello pesa per più di un quarto delle immatricolazioni e a luglio la quota BEV è già tornata sotto il 6%.
Il dato interessante arriverà proprio adesso, quando gli effetti del bonus precedente saranno progressivamente assorbiti. Se il mercato riuscirà a stabilizzarsi sopra i livelli del 2025 anche senza nuovi incentivi, allora potremo parlare di una crescita più strutturale.
Se invece continueremo ad alternare mesi sopra il 10% a mesi intorno al 5%, il problema sarà evidente: in Italia le auto elettriche stanno diventando più competitive, ma il mercato continua ancora a dipendere troppo dal prezzo dell'auto nel giorno in cui arriva un incentivo.