Il mercato degli smartwatch è saturo di dispositivi che promettono di essere estensioni dello smartphone, ma che spesso si arrendono davanti al primo limite strutturale: la ricarica frequente.
Con il nuovo vivo WATCH GT 2, l'azienda cinese sposta l'asse della discussione sulla longevità operativa, promettendo fino a 25 giorni di autonomia in modalità Bluetooth, che scendono a 17 in scenari di utilizzo più intenso.
Il design segue una linea pulita
Con uno schermo AMOLED da 2,07 pollici protetto da cornici sottili di 1,8 mm. L’aspetto estetico non sacrifica la leggibilità, grazie a una luminosità di picco di 2400 nit che punta a mantenere la visibilità sotto la luce diretta. A far girare tutto BlueOS, il sistema operativo proprietario che gestisce non solo la fluidità delle interfacce, ma anche l'integrazione di Gemini AI Assistant per la gestione di riepiloghi e traduzioni in tempo reale.
Oltre alla connettività, vivo prova a verticalizzare l'esperienza sportiva. Non ci si limita al conteggio dei passi, ma si introducono algoritmi specifici per il padel e il tennis, sport che richiedono una gestione diversa dei dati rispetto al running classico. Il dispositivo analizza parametri come la distribuzione dei colpi e la frequenza cardiaca, fornendo feedback che vogliono essere un supporto per l'amatore, supportati dalla resistenza all'acqua fino a 5 ATM.
La vera scommessa di questo device, disponibile a 149 euro, risiede nell'integrazione software: dalla possibilità di usare il chip NFC per i badge d'accesso alla gestione delle notifiche su iOS e Android. L'approccio di vivo è pragmatico: eliminare la dipendenza costante dal cavo di alimentazione per trasformare lo smartwatch da accessorio a strumento di accompagnamento quotidiano.