Il robot tagliaerba senza filo che sembra un fuoristrada

Abbiamo provato per settimane il NexLawn VIDAR 3000 AWD in un giardino da oltre 4.000 m²: hardware robusto, buona autonomia e un’app ancora da affinare


Un robot tagliaerba può davvero gestire un terreno da oltre 5.000 metri quadrati, con (pochi) alberi, dislivelli, fossi e zone tutt’altro che regolari? Abbiamo usato per alcune settimane il NexLawn VIDAR 3000 AWD nel nostro giardino, un banco di prova molto diverso dal classico prato rettangolare da catalogo.

La risposta è sì, ma con una precisazione importante. L’hardware è già maturo, robusto e capace di affrontare condizioni difficili. L’esperienza software, soprattutto quando bisogna costruire e modificare mappe complesse, ha invece ancora margini di miglioramento. Ma andiamo con ordine.

Un piccolo fuoristrada da giardino

Il VIDAR 3000 AWD è un robot grande, pesante e costruito con una sensazione di solidità superiore alla media. Spostarlo a mano non è particolarmente comodo, ma il peso diventa un vantaggio quando comincia a lavorare. Le quattro ruote sono mosse da altrettanti motori nei mozzi e lavorano insieme alle sospensioni per mantenere trazione sui terreni sconnessi.

NexLawn dichiara la possibilità di affrontare pendenze fino all’80%, equivalenti a 38,6 gradi, e ostacoli alti fino a 6 centimetri. Non abbiamo misurato con precisione l’inclinazione del nostro fosso, quindi non possiamo confermare quel valore assoluto. Possiamo però dire che il robot è sceso e risalito su pendenze importanti, ha attraversato avvallamenti e ha continuato a tagliare dove altri dispositivi probabilmente inizierebbero a perdere aderenza.

Sotto la scocca ci sono due dischi per una larghezza complessiva di taglio di 40 centimetri. L’altezza si regola elettronicamente da 3 a 10 centimetri. La struttura è certificata IPX6 e, durante le settimane trascorse all’aperto, non ha mostrato particolare fragilità davanti a pioggia, sporco e umidità. Inevitabilmente si riempie di terra ed erba, ma è la conseguenza del tipo di terreno che riesce ad affrontare.

La mappa richiede pazienza

Il filo perimetrale non serve e non bisogna installare una stazione RTK nel giardino. La prima mappa si crea guidando il robot dallo smartphone lungo i confini, con controlli simili a quelli di un joypad. È un sistema più flessibile rispetto al cavo interrato, ma non è completamente automatico.

Su una proprietà grande l’operazione richiede tempo e precisione. Bisogna definire bene i bordi, creare le diverse zone, aggiungere le aree vietate e disegnare i passaggi che permettono al robot di spostarsi tra una porzione di prato e l’altra.

Qui emerge il limite principale dell’app NexLawn. Le funzioni ci sono, ma la loro organizzazione è ancora macchinosa. Correggere un confine, gestire un passaggio o capire come si sovrappongono zone e aree vietate dovrebbe essere più immediato. Quando la superficie supera i 2.000 metri quadrati, anche una piccola correzione può richiedere più tentativi del previsto.

La condivisione del dispositivo con altre persone, al contrario, è semplice e permette a più membri della famiglia di controllarlo. Il modello supporta una singola mappa fino a 3.000 metri quadrati e la gestione di due mappe.

Nel nostro caso abbiamo lavorato soprattutto su una zona da poco più di 2.250 metri quadrati, completata in circa otto ore con due rientri intermedi alla base. Quando la batteria scende, il robot torna autonomamente alla stazione, si ricarica e riprende il lavoro.

LiDAR e telecamere vedono quasi tutto

Per orientarsi, il VIDAR usa un LiDAR 3D a 360 gradi insieme alla visione stereoscopica. Il LiDAR misura lo spazio e ricostruisce le distanze, mentre le telecamere aiutano il software a riconoscere ciò che incontra. Il produttore parla anche di navigazione con precisione centimetrica e rilevamento fino a 70 metri in specifiche condizioni di laboratorio.

Nel nostro giardino ha identificato bene alberi, piante alte, persone e animali. Riesce ad avvicinarsi ai tronchi, aggirarli e tagliare tutto intorno senza urtarli. Ha riconosciuto anche i tubi dell’irrigazione, che sono abbastanza grandi e visibili.

Bisogna invece prestare più attenzione agli oggetti sottili, come piccoli fili o cavi lasciati nell’erba
. Non sempre offrono un profilo sufficiente per essere rilevati con la stessa affidabilità, quindi è meglio rimuoverli prima del taglio. Il sistema integra comunque un paraurti come protezione fisica aggiuntiva.

Dall’app si può inoltre aprire il video in diretta e vedere il giardino dalla prospettiva del robot, una funzione utile per controllare dove si trova o manovrarlo da remoto.

Senza rete perde parte del senso

In un giardino così grande, la connettività non è un dettaglio trascurabile. La stazione deve trovarsi in una zona con una buona copertura Wi-Fi e, idealmente, la rete dovrebbe raggiungere gran parte dell’area di lavoro. E non è sempre facile, soprattutto nelle proprietà estese o con muri, alberi e fabbricati tra il router e il prato.

Il modulo 4G aiuta con il controllo remoto e la localizzazione, ma il video in diretta è disponibile soltanto sotto copertura Wi-Fi. Prima di installare un robot di questa categoria, quindi, conviene pensare anche all’infrastruttura di rete del giardino. Un access point esterno o un sistema mesh può diventare importante quasi quanto la posizione della stazione di ricarica.

Il VIDAR 3000 AWD ha senso soprattutto su terreni grandi
, complessi e irregolari, dove trazione, autonomia e riconoscimento degli ostacoli contano più della semplicità assoluta. Su un piccolo prato pianeggiante sarebbe probabilmente sovradimensionato. Non sono stati chiariti ancora i prezzi per il mercato italiano, ma dovremmo essere poco sopra i 2000 euro per questo modello. Maggiori informazioni le trovate sul sito ufficiale.