Al Computex 2026 di Taipei, durante il keynote di Jensen Huang, Nvidia ha presentato RTX Spark, una nuova piattaforma Windows basata su architettura Arm e alimentata da un superchip che porta gli agenti AI direttamente sui dispositivi personali.
Al di là dell'incremento prestazionale nell'accezione tradizionale del termine, dunque più velocità e più RAM, si tratta di un enorme cambio di paradigma nel modo in cui CPU e GPU lavorano insieme. RTX Spark fonde un processore Grace a 20 core e una GPU Blackwell su un unico die collegato tramite NVLink-C2C, la stessa tecnologia di interconnessione che Nvidia utilizza nei suoi sistemi per data center. Il risultato è una memoria unificata fino a 128 GB, condivisa tra processore e scheda grafica, che elimina il collo di bottiglia che ha sempre limitato i carichi di lavoro AI sui computer portatili.
Perché la memoria unificata cambia le cose
Per capire l'importanza tecnica di RTX Spark vale la pena fare un passo indietro. Nei PC tradizionali, CPU e GPU hanno memorie separate: i dati devono essere copiati continuamente da una all'altra, con perdite di tempo e di efficienza che diventano critiche quando si lavora con modelli AI di grandi dimensioni. La memoria unificata, approccio già adottato da Apple con i chip della serie M, va ad eliminare di netto questo trasferimento. Con 128 GB di memoria condivisa e un petaflop di potenza AI, RTX Spark è in grado di eseguire in locale modelli linguistici fino a 120 miliardi di parametri, una classe di modelli che fino a ieri richiedeva obbligatoriamente server cloud o workstation da decine di migliaia di euro.
Gli sviluppatori di software ci credono
La differenza rispetto ai PC Copilot+, lanciati da Microsoft nel 2024 con chip Qualcomm e promesse simili, è nella profondità dell'ecosistema che Nvidia porta con sé. Adobe sta ricostruendo il cuore di Photoshop trasformandolo in un'applicazione interamente accelerata dalla GPU per RTX Spark, con nuovi workflow generativi, editing HDR e strumenti pittorici migliorati. Anche Premiere sta ricevendo una riscrittura profonda, con prestazioni AI fino a due volte superiori rispetto agli standard attuali. Blender, DaVinci Resolve, Cinema4D e persino MATLAB, che ora supporta ufficialmente Windows su Arm, completano un ecosistema applicativo di tutto rispetto già al lancio. Sul fronte gaming, RTX Spark supporta DLSS 4.5 con ray tracing e punta a titoli AAA a 1440p e oltre 100 fps, prestazioni che su un laptop sottile erano impensabili fino a pochi mesi fa.
Agenti locali e il problema della sicurezza
L'altro pilastro dell'annuncio riguarda gli agenti AI. Nvidia e Microsoft collaborano per costruire un'esperienza Windows nativa per agenti personali, con nuove primitive di sicurezza e il framework NVIDIA OpenShell per eseguire agenti in modo controllato sui dispositivi primari. Un agente AI capace di muoversi tra applicazioni, leggere file e compiere azioni per conto dell'utente è uno strumento potentissimo, ma anche una superficie di attacco considerevole. OpenShell e i nuovi sistemi di isolamento di Microsoft definiscono però perimetri precisi: cosa può fare un agente, a quali dati può accedere, quando può chiamare servizi cloud e quando deve restare in locale.
Chi, quando e a che prezzo
I primi laptop e desktop compatti RTX Spark arriveranno in autunno da ASUS, Dell, HP, Lenovo, Microsoft Surface e MSI, con Acer e GIGABYTE a seguire. Tra i modelli confermati c'è il Surface Laptop Ultra, che Microsoft posiziona apertamente come risposta al MacBook Pro M5 Max. I prezzi non sono ancora ufficiali, ma le stime parlano di un posizionamento premium: configurazioni entry-level probabilmente sopra i 1.500 dollari, con i modelli da 128 GB che saliranno significativamente. Non sono macchine per tutti, almeno nella prima fase. Ma come accaduto con i chip Apple Silicon, guardati con scetticismo al lancio nel 2020 e poi diventati riferimento del settore, ci si chiede non tanto se RTX Spark troverà spazio nel mercato, ma quanto velocemente ridisegnerà le aspettative di chi compra un PC professionale.