Il traghetto elettrico con le "ali" che consuma l’80% in meno

MobyFly prepara in Portogallo un aliscafo elettrico da 20 passeggeri e 140 km di autonomia, mentre mezzi simili sono già operativi in Svezia e Nuova Zelanda


Chi ha seguito anche solo distrattamente le ultime edizioni della Coppa America conosce già, senza saperlo, il principio su cui si basa la nuova generazione di imbarcazioni elettriche. I foil, le sottili ali che si estendono sotto lo scafo, per anni sono stati il segreto delle barche da regata più competitive, capaci di staccarsi dall'acqua e ridurre drasticamente l'attrito. Quello che è cambiato negli ultimi tre anni è il salto di scala: dalla barca a vela con equipaggio esperto al mezzo pubblico pensato per pendolari e turisti, con un computer di bordo che gestisce in tempo reale altezza e assetto, affiancando il pilota

Il meccanismo, spiegato in parole povere, è simile a quello dell’ala di un aereo, ma nell’acqua: superata una certa velocità, il foil genera una forza verso l’alto che solleva quasi completamente lo scafo. In questo modo si riduce la superficie bagnata e, con essa, la resistenza all’avanzamento. Meno resistenza significa meno energia necessaria, meno rumore, meno moto ondoso e, per chi sta a bordo, un’andatura più stabile anche quando la superficie dell’acqua è tutt’altro che calma.

MobyFly e la scommessa svizzera

A raccogliere questa eredità tecnica e trasformarla in un progetto industriale è la startup svizzera MobyFly, nata nel canton Vallese e attiva da sei anni tra ricerca e sviluppo. Il suo primo prototipo, l’MBFY10, ha effettuato il primo “volo” sul Lago di Ginevra nel dicembre 2022. Durante quel test, secondo l’azienda, avrebbe consumato quasi il 20% in meno rispetto alle proiezioni iniziali, portando l’autonomia stimata a circa 140 chilometri. Un risultato che ha convinto l'azienda ad accelerare il passaggio dalla fase sperimentale a quella commerciale. 

Il modello destinato al mercato, battezzato MBFY-S, è più grande del prototipo che l'ha preceduto, con una configurazione principale che prevede dodici passeggeri, mentre una variante Plus da venti posti è ancora in sviluppo. Viene assemblato in Portogallo, dove MobyFly può contare su un ecosistema industriale più maturo per la componentistica navale.

La nuova iterazione del progetto è stata presentata al Salone Nautico di Venezia nel 2026, mentre l'azienda ha chiuso un round di finanziamento da 10,1 milioni di franchi svizzeri per sostenere la produzione. Sul fronte dei consumi, secondo MobyFly queste imbarcazioni possono utilizzare fino all’80% di energia in meno rispetto a un traghetto diesel. Facendo invece una stima sui dati pubblici dell’MBFY10, a pieno carico il consumo sarebbe di circa 108 Wh per passeggero e per chilometro, vicino a quello di nove e-bike. 

Prima di arrivare sul mercato, però, MobyFly dovrà completare la certificazione dell’MBFY-S. L’azienda dichiara di lavorare con società di classificazione per ottenere un’omologazione completa, modalità foiling inclusa, adattando ogni modello ai requisiti dello Stato di bandiera scelto. Il sito indica ancora le prime consegne commerciali nel 2026, ma non sono stati annunciati pubblicamente né il primo operatore né la rotta di debutto. 

Chi è già arrivato: Stoccolma e il golfo di Hauraki

MobyFly non è un caso isolato, ed è utile guardare a chi l'ha preceduta per capire quanto questa tecnologia sia già per certi aspetti rodata. A Stoccolma, la svedese Candela ha messo in servizio dalla fine del 2024 il P-12, un aliscafo elettrico da trenta posti che collega il centro città al sobborgo di Ekerö e ha già attirato l'attenzione degli Emirati Arabi: viaggiando a una velocità di crociera di 25 nodi (circa 46 km/h), consuma il 66% in meno di energia rispetto alle imbarcazioni tradizionali, e ha tagliato i tempi di percorrenza da circa 55 minuti a poco più di 25, restituendo ai pendolari quasi un'ora al giorno. Il progetto, finora, ha avuto un ottimo seguito. E, secondo una simulazione contenuta nella valutazione ufficiale, sostituendo due traghetti diesel con sei unità P-12 si potrebbero avere partenze ogni 15 minuti anziché ogni ora, con un aumento della capacità di trasporto di circa il 150%. 

Dall'altra parte del mondo, nel Waitematā Harbour di Auckland, la neozelandese Vessev ha invece portato in servizio commerciale il suo VS-9 all'inizio del 2025, in collaborazione con l'operatore Fullers360. Il battello di nove metri trasporta passeggeri a una velocità di crociera di 25 nodi (sempre 46 km/h), con un'autonomia di 40 miglia nautiche (circa 74 km) a pieno carico e fino a 50 (circa 93 km) con carico leggero, ed è stato il primo aliscafo elettrico certificato per uso commerciale ad essere impiegato per un'attività turistica, un precedente interessante anche per MobyFly perché mostra la strada normativa che dovrà percorrere.

Il vero banco di prova

La tecnologia, insomma, funziona già ed è entrata in servizio in contesti diversi. Quello che resta da dimostrare è la sua capacità di durare nel tempo e adattarsi a rotte, condizioni marine e normative differenti. Per MobyFly significa completare costruzione e test dell’MBFY-S, ottenere le certificazioni necessarie e consegnare un’imbarcazione capace di lavorare ogni giorno, con orari fissi e manutenzione prevedibile, su una vera linea di trasporto.