La prima batteria nucleare commerciale entra in produzione: 50 anni di energia in 15 millimetri

La cinese Betavolt ha annunciato l'avvio della produzione di BV100: una microbatteria nucleare capace di alimentare dispositivi per decenni senza bisogno di ricarica

di Redazione - 03/04/2025 13:08

Una batteria grande quanto una moneta, capace di funzionare per 50 anni senza mai essere ricaricata. E che a breve debutterà sul mercato. L'azienda cinese Betavolt ha annunciato l’inizio della produzione su larga scala della BV100, una microbatteria nucleare pronta a ribaltare il concetto stesso di alimentazione energetica per dispositivi a basso consumo. Dietro a questa innovazione c’è una tecnologia fino a ieri confinata a laboratori e missioni spaziali: il sistema betavoltaico, che sfrutta il decadimento controllato dell'isotopo nichel-63 per generare elettricità in modo sicuro, continuo e di lunghissima durata.

A differenza dei classici generatori termoelettrici a radioisotopi (RTG), che prima producono calore e poi lo convertono in elettricità, la BV100 trasforma direttamente l’energia degli elettroni emessi dal decadimento in corrente continua. Il tutto avviene in modo sicuro, grazie all’incapsulamento del materiale radioattivo tra sottilissimi strati di diamante sintetico, che fungono da semiconduttori resistenti e stabili.

Prestazioni sorprendenti, ma usi ancora limitati

La potenza erogata dalla BV100 si aggira intorno ai 100 microwatt a 3 volt, sufficiente per alimentare dispositivi a bassissimo consumo come pacemaker, sensori ambientali, neurostimolatori e microchip remoti. In questi contesti, la batteria offre un vantaggio unico: non si scarica, non si degrada, non esplode, non si surriscalda e funziona in un intervallo di temperatura estremo, da -60°C a +120°C.

Un altro dato che impressiona è la densità energetica di 3300 milliwattora per grammo, circa dieci volte superiore a quella delle batterie agli ioni di litio ternarie (NMC), oggi diffuse in smartphone, notebook e veicoli elettrici. Ma il vero salto qualitativo sarà quando la tecnologia verrà scalata: Betavolt ha infatti annunciato per la fine del 2025 una versione da 1 watt, pensata per dispositivi IoT, robot miniaturizzati e forse, in futuro, anche smartwatch e gadget consumer.

Tra innovazione concreta e ipotesi futuribili

Nonostante l’entusiasmo, è bene restare con i piedi per terra. Anche nella versione potenziata, la batteria non sarà in grado di alimentare dispositivi ad alto consumo come smartphone o computer. Il fatto che una batteria nucleare commerciale esista davvero, funzioni e stia entrando sul mercato è in ogni caso già un punto di svolta.

Nel frattempo, anche altri Paesi si muovono. In Corea del Sud, ad esempio, il DGIST sta sviluppando una batteria betavoltaica basata sul carbonio-14. Sebbene il prototipo presenti una densità di potenza ancora molto bassa, la tecnologia si presta bene a sensori remoti o impianti medici a lungo termine.

Insomma, la corsa è iniziata. Se e quando avremo dispositivi consumer a carica "infinita" è tutto da vedere, ma un fatto è certo: la BV100 è il primo vero passo verso una nuova generazione di energia nucleare sicura, miniaturizzata e durevole.