I microrobot magnetici ispirati alle formiche

Gli scienziati dell'Università di Seoul hanno creato minuscoli robot ispirati alle formiche che collaborano in gruppo per compiti complessi. Possono trasportare carichi, creare barriere e in futuro potrebbero essere impiegati per interventi chirurgici mini invasivi


Gli scienziati dell’Università Hanyang di Seoul hanno progettato microrobot che lavorano insieme come schiere di formiche. Questi piccoli robot, grandi quanto granelli di sabbia, sono programmati per muoversi e agire in sinergia sfruttando i principi della "robotica degli sciami", una branca ispirata al comportamento collettivo degli insetti. Sono programmabili, si auto-assemblano in configurazioni precise e sono alimentati da campi magnetici generati dalla rotazione di due magneti collegati.

Al loro interno, particelle di neodimio, ferro e boro (NdFeB) rendono possibile la loro interazione e la reazione ai campi magnetici esterni. Sono in grado di arrampicarsi su ostacoli, trasportare carichi pesanti e persino galleggiare sull'acqua per trasportare oggetti più grandi. Il loro potenziale si estende anche a operazioni di precisione, come creare barriere, plasmare metalli liquidi o manipolare materiali biologici in ambienti complessi.

Applicazioni dalla medicina all’industria

È però nelle potenziali applicazioni di questi robot magnetici, che si cela la vera innovazione. Nel settore medico, ad esempio, potrebbero intervenire nel campo chirurgia mini invasiva, aiutando a rimuovere le ostruzioni nelle arterie. In ambito industriale, potrebbero essere impiegati per pulire spazi ristretti o manipolare materiali con una precisione inimmaginabile fino a poco tempo fa.

Un esperimento, riportato sulla rivista Device, ha dimostrato come uno sciame di 1000 robot sia riuscito a creare una sorta di zattera galleggiante, trasportando una pillola 2000 volte più pesante di ogni singolo robot. A terra, gli stessi robot sono stati in grado di spostare carichi 350 volte più pesanti di un singolo microbot. 

La sfida dell’autonomia

Nonostante il loro enorme potenziale, i microbot magnetici presentano ancora una limitazione cruciale: la dipendenza da un controllo magnetico esterno. Questo li rende inadatti a muoversi autonomamente in spazi complessi, come le arterie. Per superare questo ostacolo, il team di ricerca sta lavorando sul miglioramento dell’autonomia e sulla programmazione di movimenti e traiettorie in tempo reale.

La robotica degli sciami, dunque, continua ad evolversi, combinando la semplicità biologica con l’ingegneria avanzata per risolvere problemi complessi. E chissà, forse un giorno questi minuscoli robot diventeranno partner essenziali della nostra vita quotidiana, dal migliorare la nostra salute a ottimizzare i processi industriali.