Il cloud in vetro: così Microsoft vuole azzerare i consumi dei data center con Project Silica

Laser ultra-veloci e intelligenza artificiale per scrivere e leggere informazioni all'interno di lastre indistruttibili. L'archiviazione diventa passiva, abbattendo per sempre i costi elettrici di mantenimento

di Gabriele Arestivo - 17/03/2026 14:00

Produciamo dati per l'eternità, ma li affidiamo a server energivori per non farli svanire. Il paradosso di internet è tutto qui: salviamo la memoria digitale del mondo su supporti che durano meno di un'automobile e consumano enormi quantità di energia solo per non cancellarsi. L'alternativa per spezzare questa catena l'ha appena validata Microsoft, che ha inciso quasi due terabyte di dati su un pezzo di vetro delle dimensioni di un sottobicchiere, progettato per restare intatto per diecimila anni.

Stiamo parlando di Project Silica, un sistema di archiviazione su cui l'azienda lavora da tempo e che potrebbe cambiare per sempre il modo in cui conserviamo i nostri dati. I risultati sono impressionanti e le ultime scoperte sono appena state pubblicate dai ricercatori sulla rivista Nature.

L'incisione al trilionesimo di secondo

La rivoluzione ingegneristica poggia su un materiale tanto resistente quanto comune, un normale vetro del tutto simile a quello che magari abbiamo già a casa per conservare gli alimenti. All'interno di questa lastra trasparente, il sistema utilizza dei laser ultra-veloci per la delicata fase di scrittura. I fasci di luce emettono impulsi chirurgici che durano un trilionesimo di secondo e creano strutture microscopiche, chiamate voxel, impilate in centinaia di strati sovrapposti.

Per leggere questa densità estrema di dati viene impiegato un microscopio che cattura le immagini di ogni singolo livello di profondità. A questo punto subentra un modello di riconoscimento delle immagini che analizza i complessi riflessi luminosi e li decodifica senza errori, restituendo i file originali alla perfezione.

Zero watt per l'eternità

Il vero punto di rottura rispetto alle tecnologie attuali è il crollo totale dei consumi ambientali. Gli attuali archivi cloud consumano enormi quantità di energia per mantenere in vita i dati su nastri magnetici e dischi rigidi, che hanno comunque una data di scadenza. L'obsolescenza condanna i data center a un travaso perpetuo di informazioni su hardware nuovo e a una climatizzazione ininterrotta delle macchine.

La cosa più incredibile del vetro, al contrario, è che non ha bisogno di energia per conservare i dati. Si tratta di uno storage puramente passivo. Il blocco è inerte e inattaccabile: è resistente al calore fino a 290 gradi centigradi, all'acqua, alle radiazioni e ai campi magnetici che normalmente cancellerebbero i dischi rigidi convenzionali nel corso degli anni. Con questo approccio, le aziende potrebbero stare tranquille per qualche millennio.

Zettabyte navigati dai robot

L'idea è molto ambiziosa e la tecnologia è ormai pronta. Le evoluzioni future riguarderanno l'ottimizzazione dei costi di scrittura e lettura, nonché lo sviluppo di sistemi robotizzati in grado di navigare tra zettabyte di dati archiviati in milioni di lastre di vetro all'interno dei datacenter. L'infrastruttura di domani non assomiglierà a un groviglio di computer rumorosi, ma a un'immensa e silenziosa biblioteca a temperatura ambiente.

Nel frattempo, Microsoft è già alla ricerca di possibili clienti interessati a cristallizzare i loro dati per sempre. La strada l'ha aperta la Warner Bros, che in via sperimentale ha messo al sicuro una copia master del film Superman del 1978 proprio su un pezzo di quarzo. La transizione verso una memoria digitale a zero consumi è iniziata.