Siamo in un'era in cui è possibile ordinare online le cialde del caffè, la carta igienica o il collare per il cane e trovarli sullo zerbino poche ore dopo, senza neanche più stupirci. Una comodità ormai sdoganata, dietro a cui si muove però una logistica che sta necessariamente cambiando pelle. La priorità per Amazon non è più infatti la sola corsa contro il tempo, ma riuscire a consegnare i pacchi senza intasare le strade o peggiorare la qualità dell'aria.
Un'equazione, quella tra la velocità estrema e la sostenibilità, che si regge oggi su due pilastri: da un lato, gli algoritmi che ridisegnano la mappa dei magazzini in base alla richiesta locale e stagionale; dall'altro, le nuove flotte composte da cargo scooter elettrici, cargo bike a pedalata assistita e altri piccoli mezzi a batteria. Ma ci arriviamo.
Ridisegnare la geografia degli acquisti
Per abbattere i tempi di consegna, la regola d'oro è una sola: la merce deve trovarsi già a pochi chilometri da chi la acquisterà. È la logica alla base del deposito di Mezzate, nell'hinterland milanese (vicinissimo a Linate), dove un'intera area è stata riprogettata per gestire solo gli ordini ultra-rapidi. Invece di stoccare un po' di tutto, l'azienda concentra in questo spazio decine di migliaia di articoli ad altissima rotazione. A decidere esattamente cosa mettere sugli scaffali interviene l'intelligenza artificiale: analizzando le abitudini d'acquisto locali e i trend stagionali, il machine learning aggiorna continuamente l'inventario per farsi trovare sempre pronto. Con il risultato che, se si effettua un ordine entro le 17.00, il pacco arriva a destinazione la sera stessa. Si tratta di un approccio di prossimità che non solo accelera i tempi, ma taglia anche drasticamente la distanza che i pacchi devono percorrere su strada. Una strategia che, guardando ai dati nazionali del 2025, ha permesso di recapitare oltre 230 milioni di prodotti nel giro di 24 ore o addirittura in giornata.

Aggirare il traffico su due e tre ruote
I classici furgoni, per quanto indispensabili sulle lunghe distanze, finiscono per arrendersi di fronte alla geografia dei centri urbani. Tra vicoli stretti e zone a traffico limitato, i mezzi voluminosi perdono agilità e rischiano di congestionare la viabilità. La soluzione per aggirare il problema, tagliando al contempo le emissioni, è affidarsi a una rete capillare di micromobilità. Dal 2022 a oggi, la mappa di questi mini-hub in Italia è arrivata a coprire otto piazze: Milano, Genova, Bologna, Napoli, Roma, Trento, Firenze e la più recente Verona. In queste città, l'ultimo miglio viene coperto da flotte a zero emissioni modellate quasi sartorialmente sull'urbanistica locale. A Milano, ad esempio, le consegne viaggiano sui cargo scooter elettrici: il capoluogo lombardo ha fatto da apripista in questo senso, diventando la prima città in Europa a garantire ben quattro finestre di consegna nella stessa giornata sfruttando questa specifica tipologia di mezzi. A Firenze, invece, nel 2025 ha preso il via la prima sperimentazione nazionale basata interamente sulle cargo bike a pedalata assistita.

La transizione delle flotte pesanti
Se bici e scooter risolvono il rebus dei centri storici, per le distanze maggiori i furgoni restano insostituibili. Anche questo pezzo della filiera, però, sta fortunatamente cambiando faccia. L'abbandono dei motori tradizionali si misura sui volumi: nel 2025 l'azienda ha ordinato quasi 5.000 van elettrici per il mercato europeo, portandone 500 sulle strade italiane.
Gestire una flotta a batteria impone logiche diverse da quelle del gasolio, ed è qui che ritorna in campo il software: i percorsi vengono calcolati per ottimizzare l'autonomia dei mezzi, garantendo le consegne ma limitando gli sprechi. L'incastro tra questi van e i mezzi leggeri ha permesso, nell'ultimo anno, di recapitare in Italia più di 20 milioni di pacchi azzerando le emissioni allo scarico. È la quota locale di un investimento continentale da un miliardo di euro, che punta ad azzerare l'impatto climatico dell'intera rete logistica entro il 2040. Ciò che conta, adesso, è la tenuta sul lungo periodo: questa nuova infrastruttura dovrà dimostrare di poter assorbire la pressione di un mercato che non smette di crescere.
Articolo sponsorizzato da Amazon Italia