Algoritmi e cargo scooter: così l'e-commerce ridisegna l'ultimo miglio

Meno furgoni in centro, più AI per anticipare la domanda locale. Così Amazon riorganizza la rete italiana dell'ultimo miglio, nel tentativo di dimostrare che la velocità delle consegne in giornata può convivere con l'urgenza di abbattere le emissioni di CO2

di Redazione - 07/04/2026 18:13

Siamo in un'era in cui è possibile ordinare online le cialde del caffè, la carta igienica o il collare per il cane e trovarli sullo zerbino poche ore dopo, senza neanche più stupirci. Una comodità ormai sdoganata, dietro a cui si muove però una logistica che sta necessariamente cambiando pelle. La priorità per Amazon non è più infatti la sola corsa contro il tempo, ma riuscire a consegnare i pacchi senza intasare le strade o peggiorare la qualità dell'aria.

Un'equazione, quella tra la velocità estrema e la sostenibilità, che si regge oggi su due pilastri: da un lato, gli algoritmi che ridisegnano la mappa dei magazzini in base alla richiesta locale e stagionale; dall'altro, le nuove flotte composte da cargo scooter elettrici, cargo bike a pedalata assistita e altri piccoli mezzi a batteria. Ma ci arriviamo.

Ridisegnare la geografia degli acquisti

Per abbattere i tempi di consegna, la regola d'oro è una sola: la merce deve trovarsi già a pochi chilometri da chi la acquisterà. È la logica alla base del deposito di Mezzate, nell'hinterland milanese (vicinissimo a Linate), dove un'intera area è stata riprogettata per gestire solo gli ordini ultra-rapidi. Invece di stoccare un po' di tutto, l'azienda concentra in questo spazio decine di migliaia di articoli ad altissima rotazione. A decidere esattamente cosa mettere sugli scaffali interviene l'intelligenza artificiale: analizzando le abitudini d'acquisto locali e i trend stagionali, il machine learning aggiorna continuamente l'inventario per farsi trovare sempre pronto. Con il risultato che, se si effettua un ordine entro le 17.00, il pacco arriva a destinazione la sera stessa. Si tratta di un approccio di prossimità che non solo accelera i tempi, ma taglia anche drasticamente la distanza che i pacchi devono percorrere su strada. Una strategia che, guardando ai dati nazionali del 2025, ha permesso di recapitare oltre 230 milioni di prodotti nel giro di 24 ore o addirittura in giornata.

Aggirare il traffico su due e tre ruote

I classici furgoni, per quanto indispensabili sulle lunghe distanze, finiscono per arrendersi di fronte alla geografia dei centri urbani. Tra vicoli stretti e zone a traffico limitato, i mezzi voluminosi perdono agilità e rischiano di congestionare la viabilità. La soluzione per aggirare il problema, tagliando al contempo le emissioni, è affidarsi a una rete capillare di micromobilità. Dal 2022 a oggi, la mappa di questi mini-hub in Italia è arrivata a coprire otto piazze: Milano, Genova, Bologna, Napoli, Roma, Trento, Firenze e la più recente Verona. In queste città, l'ultimo miglio viene coperto da flotte a zero emissioni modellate quasi sartorialmente sull'urbanistica locale. A Milano, ad esempio, le consegne viaggiano sui cargo scooter elettrici: il capoluogo lombardo ha fatto da apripista in questo senso, diventando la prima città in Europa a garantire ben quattro finestre di consegna nella stessa giornata sfruttando questa specifica tipologia di mezzi. A Firenze, invece, nel 2025 ha preso il via la prima sperimentazione nazionale basata interamente sulle cargo bike a pedalata assistita.

La transizione delle flotte pesanti

Se bici e scooter risolvono il rebus dei centri storici, per le distanze maggiori i furgoni restano insostituibili. Anche questo pezzo della filiera, però, sta fortunatamente cambiando faccia. L'abbandono dei motori tradizionali si misura sui volumi: nel 2025 l'azienda ha ordinato quasi 5.000 van elettrici per il mercato europeo, portandone 500 sulle strade italiane.

Gestire una flotta a batteria impone logiche diverse da quelle del gasolio, ed è qui che ritorna in campo il software: i percorsi vengono calcolati per ottimizzare l'autonomia dei mezzi, garantendo le consegne ma limitando gli sprechi. L'incastro tra questi van e i mezzi leggeri ha permesso, nell'ultimo anno, di recapitare in Italia più di 20 milioni di pacchi azzerando le emissioni allo scarico. È la quota locale di un investimento continentale da un miliardo di euro, che punta ad azzerare l'impatto climatico dell'intera rete logistica entro il 2040. Ciò che conta, adesso, è la tenuta sul lungo periodo: questa nuova infrastruttura dovrà dimostrare di poter assorbire la pressione di un mercato che non smette di crescere.

Articolo sponsorizzato da Amazon Italia