Non chiamatela auto: Trinity è un cervello digitale (da 1 petaflop) che ha imparato a muoversi

Potenza di calcolo locale, zero latenza e motori integrati nelle ruote: ecco come il nuovo progetto di will.i.am trasforma la mobilità in informatica pura

di Greta Rosa - 07/01/2026 23:40

Sembra un oggetto di scena rubato dal set di Blade Runner, un artefatto piombato qui dal futuro. Ma l'estetica da sci-fi è solo l'esca: più che nelle linee, la vera forza di Trinity sta in ciò che nasconde sotto la scocca. Il concept ideato da will.i.am, frontman dei Black Eyed Peas e innovatore tech con le sue startup FYI e i.am+, non è solo un veicolo elettrico, ma la dimostrazione fisica di come il mondo dell'auto stia cambiando pelle, passando dalla meccanica pura all'informatica applicata.

Trinity è a tutti gli effetti un monoposto compatto a tre ruote, auto-bilanciante, con una carrozzeria a capsula pensata per fendere il traffico urbano in modo alternativo. Ma l'obiettivo di questo prototipo è molto più ambizioso del semplice spostamento dal punto A al punto B, ed è quello di portare su strada una potenza di calcolo che, fino a ieri, era appannaggio esclusivo dei server.

Costruire l'auto attorno al chip

La filosofia progettuale alla base ribalta il paradigma odierno: i costruttori tradizionali oggi prendono un'auto e le "aggiungono" l'intelligenza artificiale, mentre con Trinity si è fatto l'opposto: si è partiti dall'AI e le si è costruito un veicolo attorno.

Il suo cuore pulsante, infatti, non tanto è il motore, quanto il DGX Spark di Nvidia. Parliamo di un mini supercomputer "da scrivania" integrato nel telaio, capace di far girare l'intelligenza artificiale interamente in locale, così da liminare la dipendenza dal cloud per avere zero latenza e massima privacy. I numeri messi sul piatto da questo sistema sono brutali per un mezzo così compatto: Spark sprigiona 1 PetaFLOP di potenza di calcolo pura e gestisce 128 Gigabyte di memoria unificata. È una sala server su ruote, capace di gestire moli di dati in tempo reale che metterebbero in crisi qualsiasi vettura attualmente in commercio.

Ma se il cervello è complesso, la meccanica sceglie invece la via dell'essenzialità. La trazione è affidata a due motori posizionati direttamente sulle ruote posteriori, una scelta ingegneristica pulita che elimina la necessità di trasmissioni complesse, riduce il peso e permette un controllo della trazione chirurgico, gestito ovviamente dal super-cervello di bordo.

Trinity è ancora un concept e non sappiamo se e quando vedrà la luce dei concessionari ma, al di là dei sensazionalismi, ci dice che il veicolo sta diventando sempre di più una semplice periferica hardware. E che in un futuro non troppo lontano, magari, guideremo supercomputer che, tra un calcolo quantistico e l'altro, avranno anche la gentilezza di accompagnarci in ufficio.