Si chiama Ferrari Luce. Dopo aver snocciolato i numeri del powertrain (quattro motori, oltre 1.000 CV e una batteria da 122 kWh), Maranello sposta l’attenzione su quello che, finora, era il vero punto interrogativo: l’interfaccia uomo-macchina. E qui la notizia non è solo tecnologica, ma filosofica. Dietro questo ambizioso progetto c’è LoveFrom, lo studio creativo di Sir Jony Ive. L’uomo che ha tolto i tasti ai telefoni di mezzo mondo, paradossalmente, sulla Ferrari elettrica ha deciso di rimetterli.
L’abitacolo della Luce è una dichiarazione di guerra ai "tablet con le ruote". L’esperienza inizia dalla chiave: un dispositivo fisico con display E-Ink (simile a quello degli e-reader, per intenderci) che si innesta magneticamente nella console centrale. Niente schermi luminosi o distrazioni inutili: l’avvio dell’auto diventa un rito meccanico, quasi analogico.
Un abitacolo "phygital"
Il centro della plancia rompe con l’ossessione attuale per i pollici. Il pannello di controllo è un elemento fisico, orientabile verso il guidatore o il passeggero, costruito in alluminio e vetro. Ferrari ha lavorato per restituire un feedback tattile reale: ogni interazione deve avere un peso, una resistenza. Spicca il "Multigraph", un quadrante che fonde la precisione digitale con l'estetica della strumentazione classica.
Anche il volante guarda indietro per andare avanti. Il design è un omaggio pulitissimo agli anni '70, privo di affollamenti, con moduli analogici integrati. Dietro al volante, la strumentazione è ibrida: un pannello OLED ad altissima risoluzione convive con lancette fisiche in alluminio. Non è solo estetica: il quadro strumenti si muove solidale con il piantone dello sterzo, garantendo visibilità perfetta in ogni configurazione di guida.
Guidare l'elettroni(ca)
Se il motore non fa rumore (o quasi), le mani devono "sentire" di più. Ferrari ha mantenuto le levette al volante, ma ha cambiato il loro scopo. Senza un cambio da gestire, i paddle servono a modulare la coppia e la rigenerazione. L’obiettivo è simulare il freno motore e il trasferimento di carico tipico delle termiche, permettendo al pilota di "scalare" in ingresso curva gestendo l’intensità della decelerazione elettrica.
Potenza brutale, ma controllo granulare. Per vedere le forme esterne definitive bisognerà attendere la presentazione completa a maggio. Per ora, Ferrari Luce mette in chiaro una cosa: il futuro elettrico di Maranello non sarà un videogioco.