L’immagine è difficile da ignorare: un oggetto grande come un edificio, a metà tra un aerostato e una turbina, che sale in quota sopra la città e produce energia. Il nuovo test del S2000 SAWES (Stratosphere Airborne Wind Energy System) in Cina segna un cambio di passo rispetto al primo prototipo visto qualche mese fa: il sistema è arrivato a 2.000 metri di quota, ha generato 385 kWh e ha completato la prova connesso alla rete.
Secondo quanto riportato durante la dimostrazione a Yibin (Sichuan), il mezzo integra in un’unica struttura la parte “aerostatica” e i generatori. La scala è notevole: circa 60 metri di lunghezza, 40 di larghezza e 40 di altezza. L’azienda che l'ha sviluppato parla di una potenza per unità intorno ai 3 MW e usa un paragone: un’ora di attività basterebbe a ricaricare da zero circa 30 EV di fascia alta.
Perché l’eolico aereo torna ciclicamente e cosa cambia con S2000
Ne avevamo già parlato con l'S1500, quando l’idea era soprattutto “prendere venti più forti e più costanti” salendo oltre l’altezza utile delle turbine tradizionali. Ma l'S2000 è ancora più interessante perché sposta l’asticella su tre aspetti pratici: quota dichiarata, test elettrico connesso e ambizione “urban-use”, cioè non solo deserto o aree remote.
Il principio è semplice: un involucro (riempito di gas leggero) porta in quota un sistema di generazione; l’energia scende a terra lungo un cavo vincolato. È una scorciatoia concettuale: invece di costruire torri sempre più alte, porti la turbina dove il vento è già migliore.
La domanda vera: è una tecnologia “da rete” o da dimostrazioni?
Il punto, adesso, non è più se “si può far volare”, ma tutto quello che viene dopo. Lo dice anche chi commenta il test: la commercializzazione dipende da costi reali di produzione, dispiegamento, recupero e soprattutto trasmissione dell’energia, oltre alla gestione di meteo, affidabilità e vincoli di sicurezza.
C’è poi lo strato invisibile: spazio aereo, permessi, corridoi di volo, rischio di condizioni estreme e manutenzione di un sistema vincolato da un cavo. In compenso, l’idea del dispiegamento rapido è centrale: l’azienda parla di trasporto “containerizzabile” e di tempi di preparazione nell’ordine di poche ore, un argomento che la avvicina anche a scenari d’emergenza e alimentazione temporanea.
S2000, in sintesi, è un test che fa notizia perché sposta l’eolico aereo sul piano reale, con numeri già interessanti. Adesso bisognerà attendere numeri e dettagli, di certo la strada che hanno imboccato sembra essere quella giusta.