La startup Quaise Energy, nata come spin-off del MIT, potrebbe rivoluzionare il mondo dell'energia pulita con un'idea tanto semplice quanto innovativa: produrre energia geotermica attraverso pozzi profondi fino a 20 km, quasi il doppio rispetto a dove l'uomo si è mai spinto.
La tecnologia rivoluzionaria dei girotroni
Il principale ostacolo nella realizzazione di pozzi così profondi è sempre stato la temperatura: le trivelle meccaniche convenzionali entrano in crisi superato un certo limite termico. La startup propone una soluzione inedita: i girotroni, ovvero dispositivi capaci di generare onde elettromagnetiche ad altissima frequenza nella gamma millimetrica, originariamente sviluppati per la fusione nucleare.
Questi strumenti, perfezionati negli ultimi 50 anni proprio grazie ai finanziamenti per la ricerca sulla fusione, possono ora generare fasci continui di energia superiori al megawatt. Mentre nella fusione nucleare servono per riscaldare il plasma, in questo caso vaporizzerebbero la roccia, consentendo di raggiungere profondità mai toccate prima.
Un potenziale energetico immenso
Secondo Paul Woskov, ingegnere senior di ricerca sulla fusione al MIT, sfruttando appena lo 0,1% del calore presente sotto la superficie terrestre si potrebbe soddisfare il fabbisogno energetico mondiale per oltre 20 milioni di anni. Attualmente, l'energia geotermica fornisce solo lo 0,3% del consumo energetico globale, principalmente a causa della difficoltà di accesso alle fonti di calore sotterranee.
Con questa nuova tecnologia, Quaise prevede di raggiungere 20 km di profondità in soli 100 giorni, dove le temperature dovrebbero aggirarsi intorno ai 500°C. In queste condizioni, l'acqua diventa un fluido supercritico capace di estrarre fino a 10 volte più energia utile rispetto agli impianti geotermici convenzionali, raggiungendo densità energetiche paragonabili ai combustibili fossili.
I prossimi passi verso la commercializzazione
La startup ha raccolto finora 105 milioni di dollari e punta a ottenerne altri 200 per realizzare il suo primo impianto commerciale. Il grande test sul campo è previsto entro la fine del 2025, quando dovrebbero scavare per oltre 100 metri in una cava di granito vicino ad Austin, in Texas.
Quaise ha già stretto una collaborazione con Nevada Gold Mines per integrare la tecnologia nei siti esistenti e, se tutto procedesse secondo i piani, punta a riconvertire il suo primo impianto a combustibili fossili entro il 2028. L'obiettivo è poi replicare il processo in tutto il mondo, considerando che esistono oltre 8.500 centrali a carbone con una capacità superiore a 2.000 gigawatt che dovranno essere riconvertite entro il 2050.
Se questa tecnologia funzionasse come previsto, potremmo assistere a un cambiamento epocale nel settore energetico: ogni paese avrebbe accesso a una fonte di energia praticamente inesauribile, occupando uno spazio minimo in superficie rispetto all'energia solare o eolica su scala industriale.