Come la gravità sta cambiando lo stoccaggio a lunga durata

Mentre l'Occidente si concentra sul litio, la Cina investe sull'energia potenziale per bilanciare la rete elettrica. I progetti a gravità guidano la nuova transizione energetica

di Redazione - 09/03/2026 13:49

A Rudong, non lontano da Shanghai, c'è un palazzo in cui non abita nessuno. Al suo interno si muovono esclusivamente enormi blocchi di cemento da 24 tonnellate in un continuo saliscendi. Quello che da fuori potrebbe sembrare un cantiere infinito è in realtà una mega-batteria progettata dall'azienda svizzera Energy Vault. Un'infrastruttura nata per risolvere uno dei nodi più critici della transizione ecologica: lo stoccaggio a lunga durata. In altre parole, serve a conservare i picchi di energia solare ed eolica, garantendo alla rete una riserva pronta all'uso proprio quando il cielo si copre o l'aria è ferma.

L'alternativa fisica alla chimica

Il meccanismo funziona in modo piuttosto semplice: quando la rete elettrica registra un eccesso di produzione da eolico o solare, grandi ascensori sollevano i blocchi in cima alla torre. Nel momento in cui la domanda sale e le rinnovabili non bastano, i pesi vengono fatti scendere, con una "caduta" che aziona i generatori attraverso la forza di gravità e produce nuova elettricità. L'impianto commerciale di Rudong arriva a 25 megawatt di potenza e 100 megawattora di capacità, ed è in grado di restituire oltre l'80% dell'energia immagazzinata. I moduli stessi sono realizzati con scarti locali (come terra, sabbia, persino pale eoliche dismesse), mentre un software di intelligenza artificiale calcola l'esatto momento in cui alzare o abbassare i carichi per stabilizzare i flussi.

Per capire perché questa infrastruttura sia così importante, bisogna guardare ai limiti dei sistemi attuali. Le normali batterie agli ioni di litio, quelle che alimentano smartphone e auto elettriche, faticano a erogare energia per più di quattro ore consecutive, mentre i sistemi di stoccaggio a lunga durata, noti come LDES (Long-Duration Energy Storage), possono invece trattenere e rilasciare elettricità per molte ore o addirittura giorni. Una capacità, questa, diventata ormai indispensabile per bilanciare una rete sempre più dipendente dalle bizzarrie del meteo

Il monopolio di Pechino

Eppure, guardando ai numeri, il divario tra la Cina e il resto del mondo in questo settore ha proporzioni inedite. Stando all'ultimo rapporto di BloombergNEF, a livello globale ci sono attualmente 422 gigawattora di progetti LDES in cantiere, ma ben il 95% di questi è concentrato in territorio cinese. Gli Stati Uniti, per fare un paragone, inseguono a lunghissima distanza fermandosi appena al 2%.

Questo primato, però, non è certo figlio del caso, bensì il risultato di una precisa strategia di Stato. Già nel 2023, infatti, Pechino aveva inserito lo stoccaggio a lunga durata come pilastro della sua roadmap per la neutralità carbonica. Un indirizzo che si è tradotto in pratica l'anno successivo, quando il regolatore energetico ha sbloccato 56 progetti pilota, innescando di fatto l'attuale boom.

I risultati sono già sul campo: solo Energy Vault ha in costruzione altri nove impianti nel Paese per quasi 4 gigawattora totali, a cui si somma un maxi-progetto da 2 gigawattora in Mongolia Interna, grande abbastanza da alimentare una città.